Musiche di Rigatti, Cavalli, Legrenzi, Rosenmüller

“… uno de più eccellenti musici di Venetia…”: Con queste parole Giovanni Antonio Rigatti viene presentato nel 1635 al capitolo del Duomo di Udine, musicista dotato di “…estraordinario talento et valor…”.

Nell’ambito della musica sacra nord-italiana, in particolare di area Veneziana, sembra delinearsi intorno agli anni ’40 del XVII secolo una sorta di linguaggio comune. Un’intera generazione di compositori si fece portatrice di un nuovo orientamento stilistico che, muovendo da una situazione economico-sociale quanto mai critica, riuscì a portare ai massimi fasti i tratti dello stile concertato seicentesco.

Tra gli avvenimenti che contrassegnarono maggiormente la decade 1630-1640, indubbiamente il divampare della peste fu quello che più di altri condizionò la vita musicale del tempo: si aprì una fase di decadenza, un periodo che si può ritenere superato solo nel decennio successivo, grazie anche al contemporaneo operato di un gruppo di giovani e dotati compositori, ‘a talented young generation’, che ebbe l’onore di annoverare tra i propri membri personalità come Francesco Cavalli, Giovanni Rovetta, Giovanni Rigatti ed altri.

Una situazione di questo tipo non poteva che portare ad un’epoca di rinnovamento, contrassegnata da una musica dai nuovi tratti stilistici. Questo stile si fece portavoce di nuove tendenze e valori estetici che resero possibile un progressivo allontanamento da quello che era il rigore della polifonia dei maestri del passato; la consapevolezza che la musica sacra fosse giunta ad un’era di profondi mutamenti spinge molti trattatisti ad elaborare rigide teorizzazioni all’insegna della pluralità degli stili: Stylus antiquus e modernus, riconoscendo ad entrambi gli stili pari dignità, ma funzioni diverse.

Questa idea di ‘dualismo stilistico’ trova un’ulteriore conferma nelle parole di Bononcini, esplicite come in pochi altri casi: « […] le Composizioni Ecclesiastiche possono essere in concerto, ò à Capella, dette alla Palestina, per esser stato questo stile frequentato da quel grand’huomo di Gio. Pier Luigi Palestina […] nelle concertate poi si tolera alle volte qualche cosa, massime se sono à molte voci, come ancora nelle Composizioni profane, Sinfonie, & in alcun’altre fatte per mover gli affetti. »

Partendo dall’impareggiabile estro di questi compositori sarà sviluppato un percorso che attraversi il XVII secolo a Venezia, in particolare l’espansione dello stile concertato nella musica Sacra, fermi nella consapevolezza che, come conclude Bononcini: «È ben vero, che le regole di Musica non sono precetti divìni; mà sono però precetti humani osservati da buoni Compositori, i quali se alcuna volta li trasgrediscono, lo fanno con artifizio tale, & in certe occorrenze, che fanno conoscere à gl’Inteligenti non potersi fare altrimente. »

Chi siamo

Ensemble Biscantores

Solisti:
Francesca Cassinari, soprano.
Lorenza Donadini, soprano.
Elena Carzaniga, contralto.
Roberto Rilievi, tenore.
Massimo Altieri, tenore.
Marco Saccardin, baritono.
Matteo Bellotto, basso.

Luca Colombo – direzione