Le Fonti Originali

A cura di Luca Colombo

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L’utilizzo delle fonti originali, come strumento principale per l’approccio ad un brano, è un elemento importantissimo per il raggiungimento di uno standard esecutivo elevato. Non solo per l’esecuzione finale del brano stesso ma anche per lo sviluppo della coscienza uditiva di ogni singolo cantore o strumentista, e della musicalità di ogni singolo esecutore.

Attraverso l’uso delle fonti antiche (quindi con le parti staccate), tutto è affidato alla sfera uditiva lasciando alla vista solo un compito più marginale. Non è possibile prendere dei riferimenti visivi con le altre voci riguardo gli aspetti melodici, tanto meno si può vedere se dal punto di vista armonico la nota che si sta eseguendo è la tonica, la dominante, oppure una dissonanza ecc… Tutto ciò costringe ad avere una concentrazione uditiva molto elevata e ad ascoltare costantemente e con grande attenzione tutte le voci che stanno cantando o suonando in quel momento. In questo modo l’intonazione ne risente in maniera molto positiva in quanto è necessaria una maggiore predisposizione alla flessibilità del suono emesso o suonato, che dovrà essere in perfetta consonanza con quello che si sta sentendo in quel momento. Non sarà intonato un intervallo fisso solo perché si vede nella partitura ma si cercherà il punto di arrivo esclusivamente con le orecchie operando in questo modo quei piccolissimi spostamenti sull’intonazione della nota determinanti per avere un’intonazione sempre brillante e più naturale possibile. L’intonazione di un intervallo, sia melodico che armonico, non è fissa ma dipende dal temperamento utilizzato in quel momento, l’unico giudice che può determinare la giustezza dell’intonazione è l’orecchio, e questa abilità viene enormemente sviluppata utilizzando le fonti originali, strumento che costringe ad utilizzare in maniera prioritaria questo senso.

Altro grande aiuto dato dall’utilizzo delle fonti originali, è la predisposizione a vivere l’intonazione in modo più “fisico”, “materiale”. Non dando la possibilità di basarsi sulla vista di un intervallo, si è costretti a smuovere tutti gli altri sensi, ci si abitua a cercare l’intonazione anche con l’ascolto del corpo.

Lo sviluppo della sfera uditiva non è utile solamente per quanto riguarda l’intonazione, ma anche per lo sviluppo melodico. L’abitudine all’ascolto genera un’immediata comprensione del suono corale e delle altre melodie, permettendo quindi di interagire rapidamente con esse, e con il suono del coro, rendendo perfettamente intelligibile un brano già dalle prime letture.

Eton_ChoirbookL’altro aspetto fondamentale che si ottiene studiando direttamente sulle fonti originali è la possibilità di avvicinarsi maggiormente ad una “prassi esecutiva” del periodo a cui appartiene il brano eseguito. Purtroppo sono molti i segni grafici difficilmente “traducibili” nel linguaggio musicale moderno e il non poterli riconoscere impoverisce nettamente l’esecuzione.
Inoltre è molta la confusione generata nelle partiture moderne riguardo a certi segni che hanno significati differenti nelle varie epoche, che vengono trascritti senza opportune specificazioni. Ad esempio c’è una grandissima confusione tra un tempo ternario ed una proporzione che modernamente sono indicate allo stesso modo, mentre anticamente avevano segni molto diversi tra loro e richiedevano esecuzioni molto differenti. Allo stesso modo è grande l’incomprensione tra la misura moderna e la mensura antica che in molti casi oggi si fanno corrispondere ma che non possono necessariamente sovrapporsi nel “mondo antico”.  Fondamentale è, nel caso in cui non si posseggano gli originali, avere una partitura che abbia “l’intonazione” antica, in modo da sapere quanto meno se i valori tra la fonte e la partitura corrispondono, se siamo in presenza di chiavette e qual’è il segno di mensura che determinerà la fraseologia da utilizzare.

I rischi di stravolgere un brano, se non si hanno a disposizione le fonti originali o se non le si sanno decifrare, sono altissimi, ed è difficilissimo trovare delle trascrizioni che soddisfino tutti gli elementi necessari per una buona esecuzione che si avvicini alle “prassi esecutive” dell’epoca.